MUSEO della tradizioni popolari
PALAZZO PAGNANELLI - Via Roma, 17  - tel. 0736-88871

Orari e prezzi


 

Cenni storici:
Fu istituito a scopo didattico nel 1986 come "Museo della civiltà contadina ed artigiana" per iniziativa di alcuni professori della locale scuola Media "G.Ciabattoni", e allestito nei locali sotterranei dell’ex convento di S. Agostino.
L’originale ordinamento, semplice ed efficace perché il visitatore comprenda il contesto e la funzione di ogni oggetto, accompagnato dalla denominazione dialettale si è voluto mantenere e completare nel nuovo allestimento.

Materiali allestimento didattica:

Settore 1
Cucina ricostruita utilizzando una delle antiche cucine del palazzo.

Settore 2
Agricoltura. E’ la sezione più ampia del Museo, si divide in piccoli gruppi di oggetti relativi a particolari usi e lavorazioni.
Inizia con i diversi gioghi e bilancini per il traino di carri, traie e attrezzi agricoli.
Particolare importanza è data alla evoluzione dell’aratro dal "perticaro" ai primi aratri meccanici.
Una sala è dedicata interamente al raccolto, pesatura e conservazione dei cereali, mentre l’altra, alla coltivazione della vite e produzione del vino dove si conserva l’antico caldaio in rame e muratura per la produzione del tradizionale "Vino Cotto"

Settore 3
Artigianato. Sono ricostruite le botteghe artigianali del calzolaio, sarto, fabbro e falegname con i diversi strumenti del mestiere

Settore 4 
Abitazione e continuazione della Cucina. Vi sono diversi tipi di lampade e lanterne, le brocche, gli strumenti e oggetti necessari alla preparazione del formaggio e la tosatura dell’orzo. Si sta costituendo un piccolo settore destinato all’abbigliamento ed alla pulizia delle stoffe.

Settore 5 
Filatura. Partendo dalla produzione e lavorazione delle fibre tessili, la canapa, la lana e la seta si illustrano i vari processi di filatura ed imbobbinamento fino alle moderne macchine per maglieria.

Settore 6 
Tessitura. Il telaio e diversi accessori per la produzione domestica di tessuti accupa quest’ultima sala dove si stanno raccogliendo campioni di stoffe di diversa lavorazione prodotte in Offida nei secoli passati.