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Si
è ritenuto opportuno ritornare con più attenzione sulle pitture ed
affreschi presenti in S. Maria della Rocca per fornire notizie anche sugli
autori e gli artisti.
E
noto che in Offida, come in altri centri delle Marche, hanno operato i
monaci farfensi.
Nel
sec. Xl diversi erano i Centri (Prepositure) Farfensi:
L’Abbazia
di Farfa, infatti, aveva una dimensione “giuridica” molto estesa che
comprendeva castelli, monasteri e chiese.
A ciò si aggiunga la donazione, nel 1039, di Longino
d’Azone che aveva esteso di gran lunga i possessi farfensi.
Tra le donazioni anche il castello di Offida, con l’annessa chiesa.
In seguito il papa Urbano IV (fine sec. Xll-1264), con una bolla del 23
Febbraio 1261, concedeva all’Abbazia di Farfa anche il privilegio di
Diocesi «nullius» (cioè governo di nessun vescovo, unicamente dipendente
dal papa).
Tutto questo fino alla seconda metà del sec. XVI.
È proprio durante il maggiore splendore dell’operato dei monaci farfensi,
nel 1300 e nel 1400, che veniamo a conoscenza di personaggi, artisti,
decoratori che hanno operato per dare grande splendore alle chiese
ristrutturate ed in costruzione.
Basti pensare alle dimensioni artistiche e monumentali già citate: S.
Vittoria, S. Maria a piè di Chienti, S. Maria della Rocca.
Tra
gli artisti che operano in 0ffida sono da menzionare:
A
tale riguardo ci siamo serviti di studi effettuati di recente
sull’argomento da G. Crocetti e raccolti in «Pittori
del quattrocento nelle chiese far fensi delle Marche», pubblicati nel
volume «Aspetti
e problemi del Monachesimo nelle Marche» (1982).
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IL MAESTRO DI OFFIDA
Con
tale nome si vuole indicare la produzione di un artista la cui dimensione
pittorica può essere ricostruita attraverso alcuni caratteri individuabili e
ricorrenti in varie opere pittoriche sparse in diverse località delle Marche,
tra le quali la principale è sicuramente Offida, databili nel periodo tra il
1300 e il 1400.
Ebbene
a tale riguardo così si esprime il Crocetti:
“Caratteristica
inconfondibile dei suoi dipinti è il modo singolare con cui disegna i raggi
delle aureole: questi sono distribuiti con regolare scansione radiale, come
nell’arte di Giotto, ma in tutte le aureole sono tracciati in scansione
ascensionale, specialmente quelli della zona inferiore. È una tecnica
spiccatamente personale, equivalente ad una firma».
Le
opere attribuite a tale Maestro e presenti in S. Maria della Rocca ed altrove,
sempre in Offida, sarebbero le seguenti:
-
Opere
eseguite nella seconda metà del 1300:
Fuga
in Egitto (chiesa superiore); Crocifissione
(ambone di destra-chiesa superiore); Sepoltura
di Gesùi (parete destra-chiesa superiore).
-
Opere
eseguite verso la fine del 1400:
Le
storie di S. Lucia, vergine e martire; Crocifissione; Incoronazione della
Vergine; la Madonna della Misericordia e S. Giovanni Evangelista (cappella —
abside di destra — nella cripta).
Sull’arco di tale cappella-abside è
presente L’Annunciazione.
Le
storie di S. Caterina d’Alessandria; l’Annunciazione (cappella-abside di
sinistra- nella cripta).
La
Madonna del latte; S. Ludovico da Tolosa; S. Onofrio e S. Stefano (parete
sinistra, accanto alla cappella - nella cripta).
Lo
sposalizio mistico di S. Caterina; S. Cristoforo; la Madonna con il Bambino e
due Angeli (vestibolo della cripta).
-
Dipinti
eseguiti agli inizi del 1400, riferibili anche ad aiuti:
Annunciazione
con S. Caterina e committenti, datata «Sub
anno Domini MCCCCX (1410)»; la Processione di Vergini e Martiri dalle vesti
bianche (interno del monastero delle Benedettine).
La
critica recente ha cercato anche di fornire indicazioni circa la formazione
artistica del Maestro di Offida. Secondo tali indicazioni il Maestro di Offida
sarebbe stato un monaco che, dopo una formazione artistica derivante dalla
scuola napoletana, sarebbe venuto a contatto con il pittore Andrea da Bologna.
Avrebbe pertanto operato, ai primi del sec. XV, nella chiesa di S. Maria a piè
di Chienti (MC) e, ancora, in S. Maria della Rocca ad 0ffida.
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Storie
di Santa Caterina d'Alessandria, sec. XV - Cripta abside di sinistra
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Madonna
con il bambino e due Angeli sec. XV - Cripta
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Il
Maestro Ugolino di Vanne da Milano
La
data di nascita, tra il 1360 e il 1365. Sembra essersi formato alla scuola degli
allievi e continuatori di Andrea da Bologna e sembra che abbia assimilato anche
altre influenze dovute al contatto con diversi pittori durante la sua permanenza
nelle Marche. «I
suoi affreschi tardo-gotici si distinguono per elevatezza di tono e dignitosa
presentazione dei personaggi... il Maestro Ugolino è un artista raffinato e
colto; le sue opere appaiono gradevoli, anche per il senso soffuso di umorismo
che vi in fonde, animando le varie fonti
espressive
di persone, animali e cose» (G. Crocetti e A. Rossi «Il
maestra della Petrella» Urbino - 1970).
La sua presenza nelle Marche, come si diceva, è notevole. Attorno al 1420 opera
a Montelparo, Montecosaro (MC), Fermo, S. Vittoria in Matenano.
Attorno al 1423 opera anche in Offida nella chiesa di S. Maria della Rocca.
Nella cripta della chiesa, sulla parete sinistra, troviamo «La
Vergine con il figlio e S. Antonio abate», datato 1423.
Nella zona inferiore sinistra dell’abside maggiore, su ordinazione di
Baldassarre Baroncelli, offidano, un frammento di affresco votivo, con datazione
23 Nov. 1423. Ancora, nel catino dell’abside maggiore «Sette
Profeti, otto Sante Vergini, dieci Angeli musici».
Si notano elementi ornamentali che, come ci riferisce sempre il Crocetti, si
ripetono anche a S. Maria a piè di Chienti (MC).
Infatti sono riportati disegni di foglie di acanto stilizzate. (ved. arco
trionfale dell’abside di S. Maria a piè di Chienti e calotta dell’abside
centrale di S. Maria della Rocca).
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La
Vergine col figlio e S.Antonio abate 1423.
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Sette
profeti, dieci Angeli musici e otto Sante Vergini, sec. xv.
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Frà
Marino Angeli da S. Vittoria.
Le
notizie biografiche riguardanti il monaco-pittore sono presenti presso
l’Archivio Capitolare di S. Vittoria.
Nasce a S. Vittoria attorno al 1400, muore attorno al 1462.
Non si esclude la conoscenza personale del Maestro Ugolino di Vanne da Milano.
Che abbia svolto un periodo di apprendistato col Maestro Ugolino ce lo fa
supporre quel modo di disegnare la naturale cadenza di pieghe e volute nelle
vesti e nei manti che si riscontra mettendo a confronto il dipinto del Maestro
Ugolino nella cripta di Offida, con le figure di ‘S.
Antonio, e S.
Marone di Fra Marino Angeli, nel Polittico di Collina (Fermo). Il
pittore ha assimilato altre tecniche a contatto con la scuola umbra.
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Madonna
del latte con S.Sebastiano sec. XV.
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«Come
conclusione, si può affermare che abbia preso un po’ da tutti i buoni pittori
del suo tempo, ma senza copiare; che non sia andato alla ricerca di novità,
anzi sembra attardarsi su uno stile passato di moda; lo preferisce perché, solo
in esso, sa esprimere, al meglio, la sua personalità e sensibilità di artista
squisitamente religioso)) (Crocetti).
Opera eseguita nella parete di sinistra presso la chiesa superiore di S. Maria
della Rocca: "La
Madonna del Latte con S. Sebastiano.
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Chiesa di S.Maria della Rocca..
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