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Inno del Carnevale Offidano

E' l'inno ufficiale del carnevale offidano. Si tratta di :

"Addio mia bella addio " o "La partenza del soldato" o "Addio del volontario toscano", definita dal Gari nel suo canzoniere nazionale "la canzone popolare più gentile che sia stata scritta e cantata da coloro che combatterono le guerre per l'indipendenza dal 1848 al 1878."

La musica, per quanto è stato possibile accertare, è di autore ignoto, mentre i versi, dapprima attribuiti a Luigi Marcantini, poi al Poerio, sono in realtà di Carlo Bosi, avvocato fiorentino conosciuto anche con lo pseudonimo di "Bassocrilo fiorentino".

Ma come mai è stato adottato come inno del carnevale offidano? Una possibile ipotesi potrebbe essere la seguente: prima del 1848 il carnevale, pur essendo già una realtà, non aveva un inno particolare ma svariati canti popolari tipici della civiltà contadina. 

Al ritorno dalle guerre molto giovani offidani ripetettero i canti patriottici intonati sui campi di battaglia.
Quello che piacque di più per il suo ritmo e perchè motivo molto orecchiabile, fu appunto "L'Addio del volontario toscano"; piacque tanto e continua a piacere che da allora non c'è offidano che a carnevale non lo abbia canticchiato o suonato almeno una volta.

Questo il testo originale della canzone :

L'ADDIO DEL VOLONTARIO TOSCANO

Addio, mia bella, addio
l'armata se ne va;
se non partissi anch'io
sarebbe una viltà!


Non pianger, mio tesoro:
forse ritornerò;
ma se in battaglia io moro
in ciel ti rivedrò.


La spada, le pistole,
lo schioppo li ho con me:
all'apparir del sole
mi partirò da te!


Il sacco preparato
sull'òmero mi sta;
son uomo e son soldato:
viva la libertà!


Non è fraterna guerra
la guerra ch'io farò;
dall'italiana terra
lo straniero caccerò.


L'antica tirannia
grava l'Italia ancor:
io vado in Lombardia
incontro all'oppressor.


Saran tremende l'ire,
grande il morir sarà!
Si muora: è un bel morire
morir per la libertà


Tra quanti moriranno
forse ancor io morrò:
non ti pigliare affanno,
da vile non cadrò.


Se più del tuo diletto
tu non udrai parlar,
perito di moschetto
per lui non sospirar.


Io non ti lascio sola,
ti resta un figlio ancor:
nel figlio ti consola,
nel figlio dell'amor!


Squilla la tromba...Addio...
L'armata se ne va...
Un bacio al figlio mio!
Viva la libertà!