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UN CARNEVALE VENUTO DAL PASSATO

Antiche foto del Carnevale Offidano
Antiche foto del Carnevale Offidano:
sopra: i Vlurd
sotto: Il bove fint

 Il Carnevale ha origini che si perdono nella notte dei tempi.

Esse si rifanno alle feste religiose dei popoli antichi celebranti l'anno nuovo e l'inizio della Primavera, a scopo propiziatorio.

Nel Carnevale di Offida si ritrovano tracce degli antichi Baccanali greci e, più ancora, dei Saturnali romani di origine agricola che si svolgevano dal 10 al 23 dicembre, comportando la sospensione generale delle attività pubbliche.

Nella più sfrenata allegria, accantonate le differenze sociali, si tenevano banchetti con scambi di doni, processioni e mascherate.

Qui di seguito riportiamo il testo del Dottor Vitale Travaglini

IL CARNEVALE OFFIDANO NEL 1500

L'origine del carnevale, che si perde nella notte dei tempi fra tradizioni pagane ed istituzioni della Chiesa cattolica, è difficile,se non impossibile, da rintracciare. Bisogna, così soffermarsi, per una collocazione temporale delle feste e dei divertimenti, sulle informazioni fornite da cronache, statuti ed avvenimenti, risalenti ad un determinato periodo. All'inizio del 1500,il carnevale, che era assurto al massimo splendore in grandi città come Roma, Firenze, Torino e Venezia, cominciò a diffondersi,anche,in molte altre località.

Il carnevale che si svolge in Offida possiede tale pregevole dimensione storica di longevità plurisecolare,documentabile fin dal 1500.

Il capitolo sette degli STATUTA OPHIDANORUM (statuti di Offida) riguardava le ferie e le dilazioni che cadono nei giorni festivi- e prescriveva quanto segue: se non è previsto diversamente da qualche statuto,è proibito amministrare la giustizia nei seguenti giorni...omissis ..nel giorno delle CENERI e del GIOVEDI' GRASSO-. Non vi era un accenno diretto al carnevale, ma si concedeva una vacanza per il giovedì grasso,affinchè le autorità ed i funzionari avessero facoltà di partecipare ai divertimenti e festeggiamenti popolari,che si celebravano in quella giornata. Si devono supporre varie e gaie forme di svago che terminavano il martedì, giorno non festivo,come lo è oggi. E' evidente,poi,che il mercoledì ed il giovedì, a quei tempi,erano dedicati,in Offida,al trattamento di questioni giudiziarie.

Negli statuti,redatti nel 1524,furono trascritte disposizioni orali risalenti a periodi precedenti,per cui l'inizio dello svolgimento del carnevale,in Offida, potrebbe essere datato ai primi anni del 1500,dopo la fine della peste del 1507.

I sopravvissuti a questo triste evento morboso cercarono, così, di ricrearsi lo spirito,allontanando le tante preoccupazioni che li assillavano. Quando si vorrà celebrare ricorrenza dei cinque secoli del carnevale si potrà tener conto di una data storica certa,il 1524,anno della redazione degli statuti offidani.

Una successiva notizia sul carnevale viene fornita da padre Andrea Rosini (Offida 1595-Ancona 1668),frate minoritario cappuccino,nel libro COMPENDIOSO RACCONTO HISTORICO DELLA TERRA DI OFFIDA.

 Al capitolo 38° -Del Sacro Monte di Pietà del Frumento-riferisce che i due ministri di questo istituto, fondato nel 1532 dal sig.Rocco Abbate,distribuivano il grano, ai poveri, quattro volte l'anno:per la semina,per il Natale, per il carnevale e per la Pasqua.

La pubblica assistenza non faceva grande distinzione tra le feste religiose tradizionali e la manifestazione profana del carnevale,che,si può pensare, fosse particolarmente sentita dal popolo,tanto da destinare, ai non abbienti,il grano necessario,anche,per la confezione di qualche specialità dolciaria dell'epoca.

Nel corso del secolo il divertimento carnevalesco andò,man mano,sempre più sviluppandosi e si affermò nella tradizione locale e nel costume della cittadinanza offidana.

 L'attività carnevalesca degenerava,purtroppo,in azioni irreprensibili da parte di soggetti mascherati.

Al riguardo esiste,nell'archivio di stato di Ascoli Piceno (OFFIDA/atti civili) l'ordinanza seguente (prof.Emidio Santoni).

"Volendo il Magnifico et egregio homo eofilo Florindo d' Acquasparta et al presente Podestà della terra di Offida l'occasione di molti scandali che succedono per conto delle maschere, et vengono dati da persone travestiti,comanda ed ordina che nessuno di qualsivoglia stato, condizione possa andare dentro o fora della terra di Offida in tempo alcuno con maschera al volto o barba posticcia o travestito o in abito trasformato sotto pena, se fosse senza armi di giorno di scudi 25 et la notte di 50 et se con armi o bastone,il giorno di scudi 80 e tre mesi di prigionia et la notte,oltre le suddette pene,tre tratti di corda.

Nelle medesime pene incorreranno ancora tutti coloro che ricetteranno in casa sua maschere o altre sorte delle suddette persone le quali pene si applicheranno in questo modo, cioè due quarti alla Reverenda camera apostolica l'altro all'esecutore ed un altro quarto allo accusatore il quale sarà tenuto segreto e si darà fede ad un testimonio. Aggiungendo che se alcuno così travestito mascherato o trasformato commetterà delitto in qualsivoglia persona con bastone o altra arma da offendere oltre la pena di sopra alla qualità del delitto commesso,incorra nella pena della galea (=galera) perpetua et se ne seguisse la morte dell'offeso incorra la pena della forca et confiscazione dei suoi beni".

Teofilus Floridus Potestas die 30 Jannuary 1581.

Da tale documento si apprende che,per il carnevale,il popolo si copriva il volto con maschere,si applicava baffi e barba finti ed usava travestimenti di varie foggie. Non erano, certo,forme di festeggiamenti grandiose o sfarzose,ma,in un dato modo,soddisfacevano il desiderio di divertimento della cittadinanza,prima del periodo quaresimale.

La storia,l'arte,la cultura,tra loro collegate,da sempre, hanno dato decoro, forza, lustro e suggestione ad una città.

Ad Offida, amena località in provincia di A.P.,ha la prerogativa di poter aggiungere,a questi inestimabili valori, feste di carnevale, che ripropongono uniche,singolari ed affascinanti manifestazioni tramandateci dai tempi passati.

Piace mettere in evidenza che la prerogativa principale del carnevale di Offida è stata quella di proporre,nel corso dei secoli,sempre nuove forme carnevalesche, che non solo hanno arrecato svago e spensieratezza,ma anche, per la loro peculiarità, sono riuscite ad esaltare connotazioni,caratteri e spirito d'iniziativa, proprie della nostra gente.

Inoltre il desiderio di divertirsi e la passione per i festeggiamenti,uniti ad un certo orgoglio e coscienza civica,sono stati,e lo sono tuttora,una costante importante della nostra comunità.

Nonostante la concomitante concorrenza del carnevale di Ascoli Piceno, città storicamente ostile, le caratteristiche feste carnevalesche offidane hanno mantenuto la loro tradizione ed organizzazione,trovando linfa vitale nei valori di cultura e di costume della propria terra.

Perciò,man mano, il carnevale è diventato ricco di contenuti e permeato di sentimenti volti alla ricerca di forme ricreative nuove,ma confortevoli e brillanti,che tuttora lo caratterizzano,come i velurd, la caccia al bove finto, il simbolo fallico del serpente e le congreghe con le loro divise e stendardi. Il carnevale di Offida può essere, infine, definito "storico" poichè‚ è realmente documentato,come successione cronologica di avvenimenti, fatti, personaggi, nell'ambito della comunità locale,fin dal 1500.

Questa pregevole dimensione di vetustà plurisecolare, porta più lustro e fascino ai numerosi valori che caratterizzano il nostro carnevale,da quelli tradizionali a quelli innovativi e recenti. All'antico carnevale cinquecentesco è seguito un crescendo fantastico e spontaneo che lo ha vitalizzato con forme di divertimento impensabili,spiritose,originali e fortuite. Ai giorni nostri possiamo rallegrarci di una ben riuscita integrazione tra il bello caratteristico del passato e le felici innovazioni proposte da un progresso, certamente inevitabile, ma, sempre,bene accetto.

Origini del carnevale

In genere viene indicato col nome - CARNEVALE - il periodo di tempo che intercorre tra il 17 Gennaio (festa cli S.Antonio abate) ed il primo giorno di quaresima.

In pratica, pero, le principali manifestazioni si svolgono negli ultimi dieci giorni e terminano col martedì grasso, che precede la festività delle Ceneri, inizio, per i cristiani, cii un periodo sacro di cluaranta giorni, in preparazione della solennita della Pasqua, chiamato Quaresima (dal latino quarantena).

In questi quaranta giorni, che ricordano, nel numero, quelli del digiuno di Gesù nel deserto, i cattolici si dedicano alla preghiera ed ad opere di carità, associate a digiuni, penitenze e mortificazioni.

L'uso di osservare la quaresima è documentato dopo il concilio di Nicea (325 dC.), ma forme di digiuno venivano) praticate, anche, in periodi precedenti. Il martedì grasso non cade in una data fissa, ma questa varia in relazione alla ricorrenza della festività pasquale.

 Durante la stagione del carnevale la gente si prende svaghi con privati e pubblici divertimenti, costituiti da manifestazioni burlesche, scherzi, baldoria e mascherate varie. L'etimologia della parola carnevale" è incerta: secondo alcuni deriverebbe da  carne (le) vale, con dissimilazione della seconda r in l, poiché, dopo tale periodo, è proibito cibarsi con la carne in alcuni giorni della settimana Si crede, con fondamento, che il carnevale tragga origine dai saturnali, feste, nell'antica Roma, in onore di Saturno, dio delle seminagioni.

Furono le feste più popolari e diffuse fino all'avvento del cristianesimo e si celebravano dal 17 al 23 dicembre. La parte ufficiale consisteva in un solenne sacrificio nel tempio della divinità, seguito) da un pubblico banchetto, durante il quale i partecipanti si scambiavano auguri di benessere e prosperità.

Nei banchetti privati, tra parenti ed amici che si concludevano in mascherate, farse e vere e proprie orgie, era consuetudine lo scambio di doni di ogni genere. Gli schiavi godevano della più ampia libertà .

 L'affermazione del cristianesimo non comporto la scomparsa dei riti pagani, che continuarono a sopravvivere nel cerimoniale cattolico.

Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate di allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati.

Attualmente diverse forme carnevalesche hanno ripreso a fiorire, rinnovando tradizioni locali. In diverse città, poi, si organizza il carnevale nel periodo estivo, cori lo scopo di favorire od incrementare il turismo.