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"I VLURD"

Foto del corteo dei vlurd
Corteo dei vlurd

Il carnevale si conclude, in Offida, al calar della sera del martedì grasso, con l';accensione e la sfilata dei VLURD, festa di singolare originalità e dotata di una forma di fascinosa bellezza, in uno scenario dal suggestivo aspetto medievale, che la nostra città ancora possiede nei suoi principali monumenti e palazzi antichi.

Centinaia di uomini e donne mascherati, con lunghi fasci di canne accesi sulle spalle ,in fila indiana, tutti "barcollanti" ed incrociantisi, sfilano per un percorso "obbligato" che attraversa le vie principali del paese.

Tutto sembra uno strisciante serpente fiammeggiante, che inondando la piazza principale forma un grosso falò attorno al quale, assopitesi le fiamme, continua la festa con balli, girotondi e salti sui carboni ardenti.

La parola VELURD, però, non è usata per indicare la festa, bensì i fasci di canne, più o meno lunghi, riempiti internamente di paglia, tenuti stretti da legacci di vimini, che vengono accesi in piazza XX Settembre e trasportati dalle maschere, per le vie di Offida, fino alla piazza antistante il palazzo Comunale, ove contribuiscono a formare un gran falò.

Foto del corteo dei vlurd
Corteo dei vlurd

VELURD è una locuzione dialettale derivante dal vocabolo "bigurdo" o "bigordo" o "begordo, con cui, nel medioevo, si indicava una giostra cavalleresca, che, in occasione di importanti festeggiamenti, si svolgeva nelle strade dei castelli.

Il nome dato alla giostra ed all';arma, una specie di asta, con cui veniva giocata, derivava dall';antico francese "behort" o dall';antico tedesco "behurt".

Al calar della sera, poi, la manifestazione era illuminata dalle fiamme dei fasci di canne accesi, che, in senso traslato, vennero chiamati con lo stesso nome dato alla giostra.

In alcuni statuti comunali era fatto divieto di accendere i" bigurdi" nel periodo di maturazione delle messi e durante la mietitura, onde evitare il pericolo d';incendi.

Nel linguaggio moderno, col nome di "bagordo", è sinonimo di: gozzoviglia, crapula o baldoria, con cui si concludevano, quasi sempre, quelle manifestazioni paesane.

Foto del falò al centro della piazza
Salto sul falò al centro della piazza

La consuetudine di accendere e di portare i VLURD, per le vie di Offida, nella sera del martedì di carnevale, è documentata fin dal 1814, come appare da un articolo -UN DOCUMENTO SUI BAGORDI", scritto da Guglielmo Allevi, su OPHYS, il 3/3/1895, di cui riportiamo integralmente il testo:

" distinto maestro ed amico mio carissimo, Giuseppe Peroni, mi favorisce copia di una avviso riguardante i BAGORDI, scapigliata orgia di fuoco, che si celebra dal nostro popolo l';ultima sera di carnevale. Quest';avviso è una prova in più, che, interpretando io nel mio nuovo libro "TRA LE RUPI DEL FIOBBO" la bella e bizzarra festa offidana per un baccanale, non sono andato lungi dal vero.

Anche i padri nostri credevano così raccogliendo forse l';ultima eco delle tradizioni lontane. Una parola, dunque, di ringraziamento all';amico Peroni e la preghiera, che, trovando altri documenti relativo alla nostra Offida, voglia usarmi la cortesia di darne notizia, poiché ne possano tenere informati i lettori dell';OPHYS".

Nel 1814 i VLURD erano, già, una consuetudine nella celebrazione del carnevale e, come tale, doveva essere praticata da diverso tempo.

Fin dal secolo passato studiosi e ricercatori offidani e del Piceno si sono posti la domanda sull';origine di tale manifestazione singolare ed unica, almeno per il carnevale, nel suo genere. G. Allevi interpretò "la bella e bizzarra festa offidana per un baccanale: che anche i nostri padri credevano così, raccogliendo, forse, l';ultimo eco delle tradizioni lontane".

Foto dei vlurd
Particolari della sfilata dei vlurd

Testo di G. Allevi in "A zonzo per Offida:

"o io m';inganno, o noi ci troviamo a fronte di un baccanale, rito sacro nell';antichità, che, portato dagli Etruschi in Roma, fu abolito per decreto del Senato l';anno 577, non conoscendosi più freno in quell';orgia alle impudicizie ed alle dissolutezze. La nostra festa infatti ha luogo di notte ed alla luce dei bagordi, come alla luce delle fiaccole e di notte avevano luogo i baccanali.
Nella nostra festa prendon parte fanciulli, e forse in antico presero parte anche le donne, come donne e fanciulli si immischia vano nelle feste di Bacco. Le danze sfrenate qui e là sono comuni; qui e là ricorrono rumori e strepiti... il simulacro che, secondo noi, rappresenta Bacco, ha la testa calva, come questo dio s'incontra su vasi etruschi..."